ICO: come individuare una truffa.

in #cryptocurrency3 years ago

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Un saluto a tutti,

alzi la mano chi ha partecipato ad almeno a un ICO nell’ultimo mese.. tutti con le mani su? Lo immaginavo.

L’Initial Coin Offering, in gergo ICO, è lo strumento moderno per raccogliere fondi con il quale il pubblico di partecipanti ha la possibilità di acquistare e supportare un azienda (o un prodotto) beneficiando del valore creato dall’ICO stesso. Attualmente ne vengono lanciate una media di almeno 10 al giorno con un saldo attivo di qualche migliaio di ICO negli ultimi due anni.

E’ dunque facile immaginare che in tutto questo enorme calderone, capiti la fregatura. La truffa è sempre in agguato e lo hanno capito in fretta alcune organizzazioni criminali che lanciano delle false ICO solo per raggranellare dei fondi e poi sparire nel nulla. Si è quindi entrati nell’idea che le ICO siano delle truffe, generalizzando molto il concetto. In effetti c’è la possibilità, ma con alcuni semplici accorgimenti è facile distinguere i progetti seri da quelli che non lo sono.

Il problema non è solo la preoccupazione di essere truffati, ma anche quello di individuare i progetti che possono portare un profitto da quelli che non hanno solide basi. Quando si investono dei soldi, bisogna sempre ponderare tutto con perizia ed informarsi prima di muoversi può incidere molto per migliorare il proprio portafoglio e ottenere risultati nel lungo periodo.

Sebbene esistano decine di siti con la lista delle ICO attive, che offrono anche un servizio di valutazione sulle stesse, nessuno può garantire che questi siti siano totalmente estranei ai promotori oppure siano “incentivati” a supportare un ICO piuttosto che un’altra. Per questo motivo, come principio generale, è sempre meglio svolgere qualche indagine per proprio conto ed essere consapevoli, in prima persona, di quale tipo di investimento si sta facendo e soprattutto a chi si stanno affidando i propri soldi.

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Ecco dei semplici controlli da effettuare per individuare un ICO fraudolento:

  1. Il primo controllo, il più semplice che si può effettuare ed anche quello più d’impatto, è vedere il sito internet dell’ICO in questione. Poco impegno nello sviluppo, oppure l’utilizzo di siti pre-organizzati senza un’impronta personale, sono già un utile campanello di allarme. Peggio ancora, alcune truffe utilizzano lo stesso sito preimpostato per diverse ICO ponendo solo delle minime modifiche. Può sembrare banale, ma chi parte dall’idea di truffare non spreca risorse e tempo nel cercare di allestire un sito di prim’ordine.

  2. Altrettanto importante è sapere che alle spalle dell’ICO c’è uno staff di persone reali e qualificate. Infatti una truffa in tal senso può essere ordita in diverse maniere: utilizzare nomi di fantasia con credenziali inesistenti, utilizzare nomi reali ma che in realtà non hanno partecipato al progetto in nessun modo e nulla hanno a che vedere con lo stesso, oppure utilizzare nomi reali millantando esperienze e credenziali che non possono essere verificate perché inesistenti. In alcuni casi si arriva addirittura a creare un reticolo di falsi profili per dare un’idea di solidità dello staff. Con gli strumenti di oggi, è facile verificare un’identità di un professionista perché avrà altri progetti alle spalle oppure altre collaborazioni. Anche LinkedIn o altri social network possono aiutare in tal senso.

  3. Controllare il WHITEPAPER dovrebbe essere fondamentale per smascherare le truffe. Infatti stilarne uno dettagliato, originale e che spieghi dettagliatamente quali sono gli obiettivi dell’ICO e come si intente raggiungerli, richiede un impegno oneroso che spesso e volentieri i truffatori non intendono affrontare. Quindi si ricorre al plagio di altri whitepaper mettendo in evidenza la poca serietà dell’ICO stessa.

  4. Diffidare da chi promette obiettivi irrealistici. Un ICO dovrebbe avere una timeline che prevede degli obiettivi realistici e raggiungibili in un determinato tempo, consono mi sento di aggiungere. Chi promette obiettivi troppo belli per essere veri senza dimostrare di avere le possibilità di mantenere queste promesse, sta sicuramente puntando ai soldi dell’investitore piuttosto che a quelli futuri.

  5. La mancanza di uno stage Pre-ICO nasconde spesso una truffa. Sebbene non tutte le ICO affrontano una fase preliminare, è da considerare che le più grosse ICO affrontano più fasi di vendita di cui una preliminare. E’ altrettanto vero che non è un requisito che da solo basta a smascherare le truffe, perché non tutte le ICO con fase di prevendita sono legittime. In questo caso è fondamentale fare attenzione al numero di token che il piano di vendita prevede durante tutte le varie fasi dell’ICO.

  6. Chiarezza sull’utilizzo dei proventi. Un ICO raccoglie dei fondi per sviluppare un progetto, ma chi lavora al suo sviluppo in tutti i settori e nelle varie fasi, ha diritto a un compenso. Le ICO più serie definiscono a priori questi compensi, vincolandoli anche nel tempo in modo tale che sia impossibile prendere i soldi e scappare. Quindi si stabiliscono delle clausole secondo le quali non si possono vendere i token prima di una certa data, che di solito è un lungo periodo di tempo. Questo per dimostrare che ci sia la volontà di sviluppare il progetto. Ci deve essere anche chiarezza su quanto dei fondi raccolti vada ai fondatori e quanto nella copertura delle spese vive, nello sviluppo e nella pubblicità. Inutile dire che la parte appannaggio dei fondatori deve essere un minimo del totale.

  7. Controllo delle Note legali della Società e Registrazione. Ogni ICO che si rispetti ha alle sue spalle un’azienda. Basterà verificare la veridicità delle informazioni in tal senso per essere quantomeno sicuri di avere a che fare con una vera società. Quindi sul sito web e nel Whitepaper dell’ICO questi dati dovrebbero essere facilmente reperibili. Sarà facile controllare se questi dati corrispondono ad una vera società in quanto quasi tutti i paesi rendono disponibili dei database pubblici per la verifica.

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Quindi la prossima volta che vi interesserete ad un ICO avrete le idee più chiare, qualora non le aveste, per controllare se vi siete imbattuti in una truffa o in un progetto del tutto legittimo. In fondo parliamo di soldi.. e davanti al Dio denaro tutto diventa maledettamente complicato e pericoloso. Il mio consiglio è anche quello di interessarvi a ICO nel vostro ambito di conoscenza in modo da viverla anche con una consapevolezza maggiore e scongiurare la classica truffa.

Un saluto, Carlo.

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Fonte notizia: Cryptoglobe


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