Little Fires Everywhere

in TripleA9 months ago

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After the death of Lynn Shelton, director of many successful TV series, talking about Little Fires Everywhere has taken on more solemn connotations.
A few days before the finale came this terrible news.
With this review I'll try to split the 2 things remembering Shelton but talking about her creature.

Little Fires Everywhere, more than any other series, is clearly divided into 2.
Overcome the "rock" of the first 3/4 episodes it can only give joy.
Not because the first episodes are bad but because they're compassionate, undigestible and not "new".
However, they are essential to the construction of the story that will take off in the second part of Hulu's miniseries.
That's why, resisting the temptation to leave the show, the show largely repays the trust.
The second part of the season is a crescendo that we have rarely seen in a debut series.
The drama is impressive, the choices become more and more difficult, the narrative coherence is solid, the development of the characters powerful.
And the characters are the great strength of Little Fire Everywhere.
The casting was remarkable with all the teenagers involved, especially the young actors playing Izzy and Pearl, who showed great promise.
Joshua Jackson was very shadowy but not flattened.
All these characters, however, had to come to terms with the exceptional work of Reese Whiterspoon and Kerry Washington, who were simply phenomenal.
Their contribution was fundamental to the success of the series.
Both of them were the face of 2 sides of a medal that was not at all the same but that talked about America and the American dream.
In the '90s the racial issue was still very much felt.
Behind the slogans there was still the white man's resistance and hatred towards the black man, made of small gestures like protecting the handbag when the black man passed by or not recognizing equal rights and dignity to those who had a skin color different from white.
The issue of May Ling's abandonment has exploded all the internal contradictions of Shaker and America itself.
Elena's ruthlessness, cynicism and racism clashed against the strength, determination, charge and experience of a woman like Mia.
Pearl was the apple of discord, the boomerang that was launched by both but ended up hurting only Elena, strengthening Mia.
But Little Fires Everywhere is not only a story about hypocrisy but also a story about courage, about pain.
The pain of Pearl, unaware of the enormous drama, of the enormous choice made by her mother at the time of her birth.
The one of Izzy, a discordant note in the family that Elena would like to draw.
Elena's own, convinced that she sacrificed too much for those 4 children.
The pain of every single member of the family, too often under pressure to try to be always the best, always better to please Elena.
Elena is the cancer that makes everyone sick, all so painful that they want a new beginning.
A new beginning perfectly symbolized by fire, which burns everything but is also capable of generating new life, rising from a ground now razed to the ground but more fertile.
And here it is Mia's pain, even if never too much screamed and blurred, that is the greatest and most significant pain.
A woman loved but left alone because of 2 huge and close mourns.
Woman repudiated by her own family.
Woman on the run to protect the only link between her and the world.
From that immense pain, from that scorched earth around her, a new woman is born, capable of living a new life, under a new name and in new disguise but perhaps even stronger than before.
There are special moments that make Little Fires Everywhere a great TV series.
To remember.

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Dopo la morte di Lynn Shelton, regista di molte serie tv di successo, parlare di Little Fires Everywhere ha assunto connotati più solenni.
A pochi giorni dal finale è arrivata questa tremenda notizia.
Con questa review proverò a scindere le 2 cose ricordando la Shelton ma parlando della sua creatura.

Little Fires Everywhere, più di ogni altra serie, è nettamente divisa in 2.
Superato lo "scoglio" dei primi 3/4 episodi essa sa regalare solo gioie.
Non perchè i primi episodi siano brutti ma perchè sono compassati, poco digeribili e poco "nuovi".
Sono però essenziali alla costruzione della storia che decollerà nella seconda parte della miniserie di Hulu.
Ecco perchè, resistendo alla tentazione di abbandonare lo show, lo show ripaga ampiamente la fiducia.
La seconda parte di stagione è un crescendo che raramente abbiamo visto in una serie debuttante.
La drammaticità è imponente, le scelte si fanno sempre più difficili, la coerenza narrativa è solida, lo sviluppo dei personaggi potente.
Ed i personaggi sono il grande punto di forza di Little Fire Everywhere.
Il casting è stato notevole con tutti gli adolescenti coinvolti, in particolare i giovani attori che interpretano Izzy e Pearl, che hanno saputo dimostrare di essere molto molto promettenti.
Joshua Jackson è stato molto in ombra ma non è stato appiattito.
Tutti questi personaggi hanno però dovuto fare i conti con il lavoro eccezionale di Reese Whiterspoon e Kerry Washington, semplicemente fenomenali.
Il loro contributo è stato fondamentale per la buona riuscita della serie.
Entrambe sono stata il volto di 2 facce di una medaglia per niente uguale ma che parlava dell'America e del sogno Americano.
Negli anni '90 la questione razziale era ancora molto sentita.
Dietro gli slogan c'era ancora la resistenza e l'odio dell'uomo bianco verso quello nero, fatto di piccoli gesti come il proteggere la borsetta al passaggio dell'uomo nero o come il non riconoscere pari diritti e dignità a chi avesse la pelle di un colore diverso dal bianco.
La questione dell'abbandono di May Ling ha fatto esplodere tutte le contraddizioni interne di Shaker e dell'America stessa.
La spietatezza, il cinismo, il razzismo di Elena si è scontrato contro la forza, la determinazione, la carica, il vissuto di una donna come Mia.
Pearl è stato il pomo della discordia, il boomerang che è stato lanciato da entrambe ma che ha finito per ferire solo Elena, rafforzando Mia.
Ma Little Fires Everywhere oltre ad essere una storia sull'ipocrisia è anche una storia sul coraggio, sul dolore.
Il dolore di Pearl, ignara dell'enorme dramma, dell'enorme scelta fatta dalla madre all'epoca della sua nascita.
Quello di Izzy, una nota stonata nella famiglia che Elena vorrebbe disegnare.
Quello di Elena stessa, convinta di aver sacrificato troppo per quei 4 figli.
Il dolore di ogni singolo componente della famiglia, troppo spesso sotto pressione per cercare di essere sempre al meglio, sempre meglio per accontentare Elena.
Elena è il cancro che rende tutti malati, tutti talmente doloranti da desiderare un nuovo inizio.
Un nuovo inizio simboleggiato perfettamente dal fuoco, che tutto brucia ma che è capace anche di generare nuova vita, nascente da un terreno oramai raso al suolo ma più fertile.
Ed ecco che è il dolore di Mia, seppur sempre mai troppo urlato e spiattellato, ad essere il dolore più grande e più significativo.
Donna amata ma rimasta sola a causa di 2 lutti enormi e ravvicinati.
Donna ripudiata dalla sua stessa famiglia.
Donna in fuga per proteggere l'unico anello di congiunzione fra lei ed il mondo.
Da quell'immenso dolore, da quella terra bruciata intorno a se nasce una nuova donna, capace di vivere una nuova vita, sotto nuovo nome e nuove spoglie ma forse ancor più forte di prima.
Ci sono momenti speciali che fanno di Little Fires Everywhere una grandissima serie tv.
Da ricordare.

Life isn't a train. It's a shit tornado full of gold..png

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