Il Monte Pasubio..un posto dove portare rispetto...steemCreated with Sketch.

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Terra di confine, terra dalla forte identità il massiccio del Pasubio ricalca grossomodo la linea che fino al 1918 separava l'impero Austro-ungarico dal Regno d'Italia.
Ripidi pendii con guglie e spioventi salgono dal fondovalle fino a un vasto altopiano in quota ampi pascoli si alternano ad abitati, di crivi e pianori che spesso toccano e superano i 2000 m di quota.
Intorno le valli di Terragnolo e Posina, la Vallarsa, la Val Leogra e di Trambileno, territori divisi dalla montagna ma uniti da scambi consuetudini e della stessa economia agricolo-forestale.

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Le malghe punteggiano i pascoli in quota disperse in labirintiche distese di pino mugo, e chilometri di terrazzamenti testimoniano un passato in cui ogni lembo di terra strappato alla montagna era preziosa fonte di sostentamento.Anche il bosco e la sua coltivazione hanno sempre unito queste valli non è raro scoprire piante di castagno un tempo essenziali per l'alimentazione delle persone, circondate da Pini, Abeti, Faggi, Larici e altre piante destinate alla produzione di legname da costruzione o per il riscaldamento.

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Ogni Valle segnata da corsi d'acqua un tempo vi erano per il trasporto del legname, forza motrice di segherie alla veneziana ed i mulini per la macinatura dei cereali, e ha un rapporto peculiare con questo elemento.

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Alcuni nomi di famiglie luoghi e cime tradiscono la storia di queste terre popolate dal Latini, Cimbri e successivamente da popolazioni tedesche nelle espansione economica medievale.
Non mancano testimonianze dell'età del bronzo e di insediamenti fissi successivi ma gran parte della storia di cui resta traccia ricopre gli ultimi secoli. La presenza di gelsi racconta la diffusione dell'allevamento del baco da seta a partire dal Cinquecento, come il granoturco è da collegarsi alla presenza della Serenissima Repubblica di Venezia , rimasta anche quella definizione delle segherie azionate ad acqua dette "alla veneziana" in funzione per secoli.
Capitelli, chiese, architetture sacre diffuso ovunque fanno da contraltare a un'architettura ben diversa come cave per la produzione di macine in pietra o fornaci per la produzione della calce viva.

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Ancora evidenti talvolta spettacolari sono le opere di ingegneria militare che in pochi anni trasformarono il Pasubio di inizio 900 in un reticolo di Sentieri e mulattiere di Bastioni fortificati e piazzeforti, trinceramenti, gallerie e forti.

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Sono i segni della grande guerra tratto distintivo del paesaggio del Pasubio. Le battaglie il posizionamento delle truppe sul massiccio hanno lasciato segni evidenti opere infrastrutturali come condutture d'acqua, cisterne, scavi, che si affiancano alla memoria storica di sacrificio e distruzione.

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Oggi la natura ha riconquistato la montagna Il silenzio è tornato così come la pace, i colori di fiori alberi ma permangono incredibili testimonianze come la strada delle 52 gallerie, quelle degli Eroi, Forte Pozzacchio o Forte Monte Maso così come tutte le mulattiere e le postazioni delle sommità tra l'Alpe Pozze e dirupi che scendono verso la Val Leogra.
Dopo la guerra queste terre furono in buona parte abbandonate per cercare fortuna come migranti, o semplicemente per scendere nelle cittadine della pianura punto oggi la montagna è tornata a vivere, antica e pure nuova risposta alla necessità di ritrovare tempi e spazi dimenticati ma necessari allo stare bene.