La storia del mio strumento:LA FISARMONICA

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La fisarmonica contemporanea è il risultato di una continua evoluzione artigianale sviluppatasi nell’arco di circa due secoli. La prassi costruttiva dello strumento s’intrecciava spesso con altri tipi di artigianato: da recenti studi, operati dello studioso francese Pierre Monichon, uno dei massimi studiosi sull’organologia dello strumento, è emerso che in alcuni laboratori tedeschi e francesi, in cui venivano prodotti orologi, venivano assemblate parti o intere fisarmoniche con l’ausilio di componenti meccanici degli orologi stessi.
Dobbiamo però tenere presente che accanto a inventori o a costruttori innovativi, lo sviluppo dello strumento era soprattutto dovuto a esigenze interpretative ed espressive degli esecutori e ai suggerimenti dettati dalle esperienze di didatti e compositori, che hanno indicato, per via empirica, di volta in volta quali erano le vie da seguire.
Le vere radici della fisarmonica sono assai remote poiché risalgono e coincidono con la storia dell’ancia libera datata circa 2700 a. C.,L’ultima data indicata è il 1829; e precisamente, secondo lo studioso Walter Maurer, 23 Maggio; secondo Pierre Monichon, il 6 Maggio. Comunque, prescindendo dal giorno esatto, il primo brevetto dell’Accordion (aerofono a mantice, portatile, a tastiera e ad ance libere) è documentato e depositato a Vienna nell’anno 1829.

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Le misure indicate nel progetto del brevetto sono assai contenute: cm 22 x 9 x 6 e la sua forma ricorda una piccola scatola in legno con un mantice di pelle a tre pieghe. Gli stessi studiosi, il francese Pierre Monichon, l’austriaco Walter Maurer e l’italo-canadese Joseph Macerollo, non sono certi se l’ancia libera abbia avuto un’apparizione in Europa con uno sviluppo autonomo, o se sia stata ripresa da modelli orientali di organi a bocca. È comunque certa l’estrema affinità
con i relativi antenati orientali. Questo, per similitudine, mette in coincidenza la storia della fisarmonica con la storia dell’ancia libera.
Gli strumenti inventati dal 1810 al 1821 non presentano novità sostanziali e decisive nella loro costruzione, ma la Phys-Harmonica o Physharmonica, costruita dal viennese Anton Häckl nel 1818 o, secondo altre fonti nel 1821, è il primo strumento in cui viene impiegato per la prima volta il termine fisarmonica.

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Tra gli anni Trenta e i primi anni Quaranta la fisarmonica comincia a diffondersi dapprima in Svizzera e poi in Russia. A questa espansione geografica, l’Italia ne rimane fuori fino agli anni Cinquanta-Sessanta del XIX secolo, quando iniziò a diffondersi la fisarmonica diatonica.
La leggenda, riportata su tutti i saggi di storia della fisarmonica, narra di un incontro fortuito tra un pellegrino austriaco in ritorno da Loreto, in provincia di Ancona, che chiede ospitalità in casa Soprani e Paolo Soprani figlio di Antonio Soprani (1813-1885) e Lucia. Il pellegrino portava con se un piccolo Accordion, simile a quello costruito da Demian a Vienna e il diciannovenne Paolo Soprani (1844-1918) restò affascinato dallo strumento, tanto da supplicare il pellegrino a cederglielo. Sul come l’Accordion viennese sia stato prelevato da Paolo Soprani al pellegrino austriaco esistono diverse versioni; forse è stato comprato oppure ceduto in segno di ringraziamento per l’ospitalità, ma c’è chi racconta che lo strumento fu rubato al viandante di notte. Dopo aver smontato l’Accordion e averne compreso il funzionamento, Paolo Soprani iniziò a produrre artigianalmente strumenti e successivamente, con l’aiuto dei fratelli Pasquale Soprani (1852-1914), Settimio Soprani (1860-1924) e, qualche altro operaio, riuscì a creare un vero e proprio laboratorio.
Paolo Soprani si esibiva come esecutore di saltarello e si presentava come venditore di organetti (è così che viene chiamato in Italia l’Accordion) in occasione di fiere e di mercati nei paesi limitrofi a Castelfidardo. Soprattutto la vicina Loreto, meta di tanti pellegrini, con le bancarelle della fiera e del mercato, divenne il luogo privilegiato ove poter
mettere in mostra l’organetto.