Villa Marin...una villa troppo grande anche per un Doge...

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Villa Manin, definita "troppo grande troppo ricca anche per un Doge" da Napoleone Bonaparte il 2 agosto 1797 quando fu ricevuto a Passariano da Lodovico Manin per firmare il Trattato di Campoformido, è il frutto della volontà dei Manin di dimostrare il loro potere. La villa, in stile Longheniano e affiancata da due barchesse con porticati che racchiudono un giardino d'onore con peschiere a lato del cancello di ingresso.

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Nella parte antistante è una corte di grandi dimensioni costituita da uno spazio racchiuso da due barchesse e una piazza di forma rotonda racchiusa da due edifici porticati a pianta semicircolare e conclusi con due torri. Tra le torri, che si affacciano su due Peschiere, passa il viale di accesso al complesso posto in asse con la villa. Sul retro del palazzo dominicale si estende un immenso parco recintato del tipo alla francese ,sul modello di Versailles.

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Gli edifici sono il risultato di una lunga serie di interventi succedutisi a partire dal Seicento, di pari passo con il crescere della fortuna dei Manin. Nel XV secolo acquisirono i primi territori a Persereano poi Passariano, in seguito ai matrimoni di Manino IV e di Filippo II rispettivamente con Giacomo Maria strassoldo e Anna Savorgnana.
Nel 1501 i Manin a Persereano erano proprietari di una serie di case divise tra vari componenti della famiglia. Nel 1607 ottennero il titolo nobiliare all'acquisizione di una parte del feudo di Polcenigo. Verso la metà del Seicento la famiglia ebbe l'occasione di acquistare un gran numero di terreni e orientarsi verso la produzione agricola. Nel 1651 Lodovico Manin residente a Udine donò una notevole somma a Venezia e per questo venne investito del prezioso titolo di Patrizio Veneto. Ludovico Tuttavia pur risediendo in città penso allo sviluppo di Persereano proponendosi un ambizioso ri disegno del territorio con la costruzione di strade di collegamento alla strada alta e l'edificazione di un edificio di rappresentanza degno del suo casato.Il progetto venne osteggiato dal ramo della famiglia di Asdrubale,residente nel Borgo è contrario a questa espansione che vedeva la loro Antica dimora inglobata all'interno del nuovo palazzo. Il conte si mise in contatto con le migliori maestranze locali e ordinò una grandissima quantità di pietre per la realizzazione di una succosa Villa, su disegno dello stesso Lodovico e di Giuseppe Benoni. Negli anni successivi vennero realizzate le due barchesse col porticato disegnato da Benoni.
All'epoca la villa era costituita da un edificio centrale affiancato da due ali laterali assimilabili a Torri. Le forestiere sul retro racchiudevano un giardino mentre le barchesse porticate sul fronte principale delimitavano Il cortile d'onore. La facciata riprendeva i caratteri delle ville palladiane unitamente lo stile barocco e la tradizione Friulana. Il palazzo venne riccamente decorato e l'interno affrescato con paesaggi, figure di donne e scenografie architettoniche. La villa Venne inoltre arredata con mobili di pregio, specchi, tappeti e quadri d'autore.

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I risultati raggiunti non erano ancora soddisfacenti per il Manin, che attorno al 1710 deciso di ampliare ulteriormente il complesso di Passariano costruendo un giardino unico nel suo genere. Nel 1714 i Manin si rivolsero a un progettista d'oltralpe affinché realizzasse un giardino alla francese ma con richiami alla tradizione Veneta. Il parco fu così realizzato su esempio di quello di Versailles e con la particolarità di uno scenario ispirato a vicende mitologiche. Il Giardino fu racchiuso da una recinzione con maestosi portali che fungevano da prospettive in fondo ai viali.