COVID-19 Some updates

in #ita10 months ago


COVID-19 Some updates

Image by Ahmad Ardity from Pixabay

Una terapia efficace, semplice e alla portata di tutti è finalmente stata codificata, un protocollo è stato definito, dopo un test su 52 pazienti molto gravi, tutti curati in modo efficace nell'arco di 48 ore.

Si tratta di un protocollo terapeutico messo a punto da servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale del San Matteo di Pavia in Italia.
La prima tornata di test è stata effettuata in Italia negli ospedali di Pavia, Mantova, Lodi, Padova e Novara.
Il protocollo è stato firmato da Cesare Perotti direttore del Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia.

Ora la sperimentazione è stata estesa a ulteriori 150 pazienti in Italia e a centinaia di strutture in varie parti del mondo, soprattutto in USA.

Di cosa si tratta?
Lo spiega Perotti stesso:

«Si prelevano 600 ml di plasma da pazienti Covid guariti, che hanno sviluppato anticorpi neutralizzanti il virus. Da quel prelievo si ricavano 2 dosi da 300 ml ciascuna. Il protocollo prevede 3 somministrazioni. Dopo la prima c’è un monitoraggio clinico di laboratorio e, nel caso di mancata risposta, si passa alla seconda somministrazione e così di seguito. A distanza di 48 ore l’una dall’altra. La compatibilità per il plasma viene fatta sul gruppo sanguigno».

Si tratta di un approccio terapeutico non nuovo, utilizzato ad esempio anche per Ebola e per SARS e MERS.

La cura è quindi disponibile da subito, efficace e con effetti collaterali praticamente nulli, a patto che il plasma venga controllato e trattato correttamente.

La cura è esattamente quella consigliata dal Professor Tarro, speriamo quindi che anche altre sue previsioni siano altrettanto azzeccate, prima tra tutte l'eventualità che con le alte temperature estive il virus possa rallentare se non perdere del tutto la sua virulenza, dandoci forse il tempo per affrontare una seconda ondata da più parti preconizzata per il prossimo autunno.

Veniamo ora ad una ipotesi proposta da tre ricercatori italiani: Paolo Matricardi, Roberto Dal Negro e Roberto Nisini.

La loro ipotesi, per ora a livello di preprint, cerca di spiegare due dati piuttosto inusuali di questa malattia:

  • i casi di persone giovani ed in buona salute che praticavano attività sportiva (ad esempio il famoso caso 1 in Italia)
  • la diffusione e la mortalità della malattia tra medici e infermieri

Il titolo del documento, "The First, Comprehensive Immunological Model of COVID-19: Implications for Prevention, Diagnosis, and Public Health Measures"

Non pretendo qui di riassumere in due parole, ma solo dare una traccia dell'ipotesi avanzata dai tre ricercatori.
Sostanzialmente si ipotizza che ci siano due fattori che influenzano la gravità della malattia:

  • la quantità di virus con cui si entra in contatto, che spiegherebbe il numero piuttosto alto di malati e di morti tra il personale sanitario
  • la profondità, a livello polmonare, fino a cui il virus riesce ad arrivare prima di provocare una reazione del sistema immunitario

Detto in poche parole, una continua esposizione al virus e una inalazione profonda, associata ad attività fisica intensa, possono provocare un decorso peggiore della malattia.

Una tesi interessante su cui, credo, sia necessario un serio approfondimento.


Versione aggiornata ad oggi della tabella di comparazione tra il tasso di vaccinazione anti-influenzale e la mortalità da COVID-19.

I dati di questa mattina li trovate qui.

An effective therapy, simple and within everyone's reach has finally arrived coded, a protocol has been defined, after a test on 52 very serious patients, all treated effectively within 48 hours .

It is a therapeutic protocol developed by an Immunohematology and Transfusion Medicine service of San Matteo di Pavia in Italy.
The first round of tests was carried out in Italy in the hospitals of Pavia, Mantua, Lodi, Padua and Novara.
The protocol was signed by Cesare Perotti director of the Immunohematology and Transfusion Medicine Service of the IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia Foundation.

Now hope has been extended to an additional 150 patients in Italy and to various facilities in various parts of the world, especially in the United States.

What is it about?
Perotti himself explains it:

«600 ml of plasma are collected from healed Covid patients, who developed antibodies neutralizing the virus. From that sampling 2 doses of 300 ml each are obtained. The protocol involves 3 administrations. After the first visit of a clinical laboratory monitoring, in the case of no response, we move on to the second administration and so on. 48 hours apart. Compatibility for plasma is done on the blood group. "

This is a not new therapeutic approach, used for example also for Ebola and for SARS and MERS.

The cure is therefore available immediately, effective and with practically zero side effects, a pact that the plasma is controlled and treated correctly.

The cure is exactly that recommended by Professor Tarro, so we hope that other causes are equally spot on, first of all the news regarding the high summer temperatures, the virus can slow down if not lose all its virulence, perhaps giving us time to deal with a second wave from several sides recommended for next autumn.

We now come to a hypothesis proposed by three Italian agents: Paolo Matricardi, Roberto Dal Negro and Roberto Nisini.

Their hypothesis, for now at the prepress level, tries to explain two rather unusual data of this disease:

  • the cases of young and healthy people who practiced sports (for example the famous case 1 in Italy)
  • the spread and mortality of the disease among doctors and nurses

The title of the document, "The first, complete immunological model of COVID-19: implications for prevention, diagnosis and public health measures"

I do not pretend here to summarize in two words, but only to dare a trace of the hypothesis advanced by the three innovators.
Basically it is assumed that there are two factors that influence the severity of the disease:

  • the amount of viruses with which it comes into contact, which explains the rather high number of diseases and deaths among healthcare professionals
  • the depth, at the lung level, up to which the virus manages to reach before trying an immune system reaction

Simply put, a continuous exposure to the virus and a deep inhalation, associated with intense physical activity, performed in a worse course of the disease.

An interesting thesis on which, I believe, a serious study is needed.


Updated version to date of the comparison table between the flu vaccination and mortality rate from COVID-19.

You can find the data for this morning here.