La vita di un violino

in #ita3 years ago (edited)

Di recente col nostro coro abbiamo fatto una trasferta a Cremona (vd. ultimo post) e a Venezia, visitando luoghi bellissimi e cantando qui e lì. Tra le tappe di questo viaggio, c’è stata anche la visita in una liuteria, essendo Cremona la patria degli strumenti ad arco.

Il nostro liutaio ci ha accolti nella sua piccola bottega per raccontarci passo dopo passo come nasce un violino.

Per quanto mi riguarda, come ho già avuto modo di dire in qualche post precedente, tutto ciò che viene prodotto dall’abilità manuale esercita su di me un fascino enorme, vuoi per educazione familiare, vuoi per forma della mia anima. Quindi veder trasformare quelli che all’apparenza sono comuni pezzi di legno in creature dotate di voce, mi ha dato un’emozione enorme che rimarrà viva a lungo nella mia memoria.

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Dicevo dell’apparente banalità del materiale. Ho scoperto con stupore che non solo il legno prescelto è sempre l’abete rosso, ma che tra questi alberi di alta montagna, creature resistenti alle intemperie e a temperature estreme, si fa una scelta anche tra piante diverse dello stesso bosco, più esterne o più interne; non solo, c’è differenza anche tra lati opposti dello stesso albero, esposti al vento o al sole, che danno un legno più morbido o più rigido.

Le tavole ricavate dalle piante, che devono avere almeno sei o sette anni d’età, vengono poi lasciate ad invecchiare altri quattro o cinque anni in segheria, più un anno di posa. A questo punto sono pronte per essere lavorate dalle mani del liutaio, che pezzo per pezzo ne ricava le parti dello strumento.

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Ogni artigiano segue i suoi modelli preferiti, di cui tiene le riproduzioni a grandezza naturale, da seguire nella realizzazione del pezzo nuovo.

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Tutto il lavoro parte dalla forma, un’anima dalle dimensioni prescelte intorno alla quale viene costruito lo strumento e che poi viene tolta; l'intelaiatura così ottenuta viene poi chiusa con la copertura, in cui sono praticate le effe, le fessure che consentono al suono di fuoriuscire amplificato dalla cassa armonica.

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Poi si passa al manico, con il caratteristico "ricciolo", che in casi più originali può essere sostituito da altre piccole sculture, come ad esempio teste di angeli

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Ogni pezzo viene intagliato e levigato a mano, con una precisione da cesellatore, che tiene conto non soltanto della funzionalità delle singole parti, ma anche della loro estetica:

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Il legno del violino deve essere poi lucidato, con una miscela di oli e resine che ogni liutaio studia come ricetta personale, che deve garantire al legno un delicato equilibrio tra musicalità e resistenza al tempo. Solo a questo punto il prodotto di tanto lavoro è pronto per la sua vita futura:

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L'arte della liuteria ha una storia antica a Cremona, dove la sorte fece nascere nel XVII sec. ben tre famiglie di artigiani che eccelsero nella realizzazione di veri e propri capolavori: soprattutto gli Amati e poi i loro allievi, gli Stradivari e i Guarneri (il più importante dei quali, Giuseppe, era detto "del Gesù"). Per questo motivo la città ospita un bellissimo museo del violino
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Qui sono conservati questi pezzi unici, che però non si limitano a farsi ammirare chiusi nelle loro teche di cristallo in una sala dalla penombra climatizzata...

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In basso a sinistra si vede un codice QR che, se inquadrato con uno smartphone, permette la connessione ad un video YouTube in cui lo strumento è suonato in concerto.


... ma, se si prenota per tempo, si ha l'occasione imperdibile di sentirli suonare dal vivo nelle mani di musicisti, che si esibiscono in un bellissimo auditorium interno allo stesso Museo:

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Alla fine dell'"audizione" sua maestà, in questo caso uno Stradivari, viene ripresa in custodia dal personale del museo e delicatamente ricondotta nella sua teca silenziosa

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Il Museo, come ogni ente culturale degno di questo nome, promuove anche le scuole di liuteria, conservando in sale apposite i prodotti migliori dei giovani artigiani che di anno in anno si aggiudicano una sorta di concorso internazionale. E, in tempi in cui tutto è prodotto in serie, sapere che quest'arte antica continua a godere di una vita sana e che esistono ragazzi che vi dedicano il proprio impegno è un pensiero che rincuora.

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E così, rincuorati dalle sorti dei violini e ritemprati dalla gastronomia cremonese, ci si gode un fantastico relax.




Tutte le immagini sono di mia proprietà, scattate con un iPhone 7 plus.
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Viva, viva...!! Grazie di aver fissato il ricordo, @pataxis. Bellissime foto!

Grazie a te 😘

Fantastico 😀

Grazie pat taxi il racconto è vivido e appassionante, le immagini molto belle, a parte l'ultima :)

Grazie a te, tes.

L'ultima è la vera chicca :)

Grazie ... è bello vedere come vengono costruiti i violini.

Grazie a te di aver letto e commentato.