Cosa può comportare una lesione cerebrale #2

in #ita3 years ago

Oggi vorrei continuare il mio precedente post integrando una seconda parte, ma facciamo un piccolo riepilogo; ho descritto alcune delle possibili conseguenze a seguito di una lesione cerebrale, parlando del famoso caso di Phineas Gage con una grave lesione nel lobo frontale e le conseguenze che esso ha avuto sul piano emotivo di quest'uomo, e ho parlato di altri deficit che provocano l'alterazione della consapevolezza. La lista dei disturbi è molto lunga per questo ho scelto solo quelli che più hanno suscitato la mia curiosità.

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Agnosia visiva

Si tratta di un deficit che intacca la percezione in cui un individuo non è in grado di riconoscere o identificare gli oggetti, forme e colori, nonostante egli non abbia deficit sensoriali; su suggerimento verbale è in grado di disegnare per esempio un tavolo ma non riconoscere che l'abbia disegnato lui, cosa che sarebbe in grado di fare se lo percepisse con altri sensi. E' dovuto a una lesione bilaterale delle aree associative visive e  solitamente altera solo una modalità sensoriale, in questo caso quella visiva, e non le altre, perciò grazie al tatto o altre vie sensoriali può riconoscere l'oggetto ma non avere memoria della sua funzione precisa o dell'uso. E' importante dire che si tratta di alterazioni e non di perdita di intelligenza o motivazionale.

Prosopagnosia

Solitamente chi è affetto da agnosia visiva non è neanche in grado di riconoscere i volti, e questo deficit in particolare è detto prosopagnosia in cui chi ne è affetto può descrivere un'altra persona dicendo quanto è alta o il colore dei capelli e degli occhi ma non è in grado di associare il nome al volto. Nei casi più rari, oltre a non riconoscere i volti dei proprio familiari, si riscontra difficoltà nel riconoscere addirittura il proprio.

Aura emicranica

Sempre legata a malfunzionamenti nel lobo occipitale, l'aura emicranica è un'alterazione della rappresentazione visiva in cui gli oggetti si percepiscono deformati, vista offuscata o con bagliori, lampi seguiti da forti emicrania e possono riguardare anche disfunzioni tattili e motorie della mano e del braccio ed eventuale presenza di formicolii. Un famoso esempio è lo scrittore e pittore italiano Giorgio De Chirico, affetto da questo disturbo, in cui si sostiene che la sua scelta artistica non sia dovuta a una libera scelta, ma all'abilità che ha avuto di trasformare il dolore in arte.  

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Aprassia

E' un disturbo neuropsicologico dovuto ad una lesione del lobo parietale destro; un danno improvviso in quest'area può portare ad uno stato confusionale. Con una lesione di questo tipo il paziente non riesce a svolgere compiti semplici come pettinarsi, fare "ciao" con la mano, soffiare con la bocca o vestirsi. Inoltre sono soggetti che, come in altri disturbi, negano l'esistenza della propria malattia.  


Afasia di Wernicke

E' causata da una lesione della corteccia uditivo associativa nell'area corticale che è detta area di Wernicke, situata nel lobo temporale e dedicata alla comprensione del linguaggio. Se quest'area è danneggiata compromette la memoria verbale e capacità di riuscire a comprendere parole e frasi del discorso. Questi soggetti non riescono a sostenere conversazioni fluide; in alcuni casi sono inconsapevoli di essere poco comprensivi agli altri e in altri casi proprio per questo motivo diventano paranoici e soggetti a collera. Un'altra difficoltà che avvertono questi pazienti è nel riconoscere una determinata musica o suoni e spesso non riescono a cantare.

Si pensi che Van Gogh soffriva di epilessia del lobo temporale e di disturbi della personalità come bipolarità. Questa sua lesione cerebrale con il tempo si aggravò a causa del continuo uso di assenzio e si dice che il suo medico, il  Dr. Gachet, gli prescrisse un farmaco per curare i suoi disturbi ma purtroppo questo aveva degli effetti collaterali tra cui vi era la visione di macchie gialle. A questo proposito, molti studiosi si sono domandati se questo fosse uno dei motivi per il quale il colore giallo è riccamente presente in quadri di Van Gogh.

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Ogni lesione può essere dovuta a cause di varia natura come un trauma cranico, a seguito di ictus, tumori cerebrali o lesioni particolarmente profonde, a infezioni o una pressione arteriosa troppo alta o troppo bassa e ad altri vari disturbi. In ogni caso la gravità di un deficit come quelli sopra elencati, è dovuta oltre che a dove sia precisamente localizzato ma sopratutto a quanto è esteso il danno e quanto rapidamente sta progredendo.


Ricerche correlate:

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