Stili Bonsai – Fukinagashi, Bunjingi

in #ita3 years ago (edited)

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Immagine da Pixbay.com - https://pixabay.com/photo-1856731/

Stile spazzato dal vento
Fukinagashi

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Questo stile bonsai somiglia molto allo stile inclinato, rappresenta sempre una pianta sferzata dal vento che si oppone agli elementi naturali con forte realismo. Come per il Shakan la pianta è inclinata su un lato in maniera lineare o anche più sinuosa con alcune curve che diano dinamismo al tronco. La sua peculiarità principale che lo differenzia dallo stile inclinato è la quasi totale assenza di vegetazione sul lato sferzato dal vento, su questo lato i rami vanno quindi eliminati o comunque molto ridotti ad aumentare il realismo della composizione. Questo stile può essere relativamente facile da trovare in natura soprattutto su pendii rocciosi in montagna, il che lo rende molto utilizzato con esemplari direttamente raccolti in natura e perfezionati successivamente a bonsai. E’ molto adoperato con le conifere, ma si può trovare anche con altre essenze.


Stile letterario
Bunjingi

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Questo stile è secondo me uno dei più complicati e spettacolari che possiamo trovare, dove saltano subito all’occhio lavorazioni anche complicate tra legno morto e legno vivo che possono donare alla pianta forte drammaticità ed invecchiamento. Già dal nome possiamo intuire che si ispira agli antichi dipinti classici bonsai cinesi di cui cerca di riprendere proporzioni e peculiarità compositive. Il fusto cresce sostanzialmente eretto o con leggere curvature fino all’apice in cui è presente la vegetazione formata da poche branche principali, giusto il necessario a far sopravvivere la pianta. Il piede della pianta è ben sviluppato con radici a vista in un vaso dalle piccole dimensioni (solitamente tondi o ovali), capace appena di contenere l’apparato radicale: cosa a cui va prestata particolare attenzione durante il corso dell’anno per proteggere le radici da picchi di calore o gelate.
La principale differenza tra una pianta sempreverde ed una caducifoglie per un bonsaista sta nel come queste specie rispondano alle potature drastiche: mentre in un caducifoglie una potatura drastica spinge la pianta a ricacciare nuove gemme che vadano a sostituire le parti perse mantenendo il ramo in vita, in una conifere non è così ed un ramo rimasto senza vegetazione va in breve tempo a seccare totalmente. Quest’ultima caratteristica viene utilizzata nello stile letterario (dove l’essenza che la fa da padrona è ancora una vota il ginepro), con lo scortecciamento sistematico di rami (Jin) o parti di tronco (Shari): il legno morto può essere quindi lavorato come una vera e propria scultura a realizzare opere d’arte dall’impressionante realismo. Le parti morte vengono quindi preservate dall’inesorabile lento decadimento con appositi prodotti Jin e oli. Questi ultimi vengono solitamente utilizzati soprattutto per gli Shari dei ginepri: eliminando la corteccia a scaglie dei ginepri, si espone il tronco scortecciato all’aria aperta esponendo la pianta senza le sue protezioni naturali a intemperie e soprattutto a parassiti a cui va prestata particolare attenzione, ma una volta lucidato ed oliato può donare alla pianta enorme bellezza. Un bellissimo esempio di coesistenza tra legno vivo e legno morto si può notare nella fotografia ad inizio post.


Fonti: www.bonsaiempire.it, Bonsai stili legature e potature, appunti personali




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Bella, davvero bella la tua passione per i bonsai, che riesci a trasmettere perfettamente in questi tuoi post, sempre molto accurati e precisi, pieni di notizie particolari ottimamente proposteci.
Complimenti per questa tua ennesima realizzazione, @tamon.

Ti ringrazio! Non avendo trovato nulla sull’argomento su steemit ho provato a dare il mio modesto contributo per portare qualcosa di nuovo e sono contento che venga apprezzato!

Scopro solo ora i tuoi post, complimenti!